AstroSamantha

noi costruttori del futuro manifesto70x100-01 (1)

Annunci

Segni particolare: ragazza STEM

Da Ada Lovelace a Samantha Cristoforetti

STEM

Il sito ragazzestem.wordpress.com nasce come progetto rivolto alle studentesse nell’ambio dell’iniziativa del Miur “Le studentesse vogliono contare- Il mese delle Stem”

Il progetto vuole essere un percorso di scoperta, da parte delle stesse ragazze, delle figure femminili che si sono distinte nel campo delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

Le ragazza coinvolte  andranno alla “ricerca” delle loro antenate e delle contemporanee figure femminile che si sono contraddistinte nei campi della scienza e della ricerca.  Figure femminili molto spesso assenti dai libri di testo, e questo ha accentuato per molto tempo il pregiudizio secondo cui le donne avrebbero una scarsa attitudine della scienza. Utilizzeremo monografie dedicate (ad es. Scienza, genere e società, Scienziate nel tempo. 70 biografie, ecc.), il grande materiale messo a disposizione dall’Università delle donne e le testimonianze online di quelle donne il cui operato sia stato in qualche modo significativo per la vita delle altre donne.

Storie, luoghi e periodi storici differenti, fino al 1867, anno in cui l’Ecole Polytechnique di Zurigo divenne la prima università al mondo ad aprire alle donne. Prima vi erano solo due possibilità di accedere agli studi scientifici: provenire da una famiglia benestante e/o avere una forte figura maschile al fianco – padre, fratello, marito, amante – che facesse loro da mentore. Spesso, le scienziate firmavano i loro lavori usando il nome di quest’uomo, o inventando uno pseudonimo maschile, ritenendolo il solo modo per essere prese in considerazione: questa è una delle ragioni per cui, ancora oggi, i nomi e l’opera di molte non sono visibili sui libri di testo. Un esempio è Sophie Germain, che nella sua corrispondenza con alcuni tra i più grandi del suo tempo si firmò sempre Antoine-August Le Blanc; ma anche Mileva Maric, moglie di Albert Einstein, che fornì alla definizione della teoria della relatività un contributo importante ma non ricostruibile con certezza. Lei stessa scelse di sacrificare la sua autonomia scientifica alla famiglia: era solita affermare che lei e il marito erano “ein-stein”,che in tedesco significa una sola pietra.

Ancora oggi, in molte parti del mondo, l’istruzione delle donne è vista come un fatto eccezionale. Anche in paesi come il nostro, dove in apparenza è un diritto garantito e indissolubile, la scelta di un’istruzione e una carriera in settori di cosiddetto appannaggio maschile va continuamente rivendicata. Un ulteriore tratto in comune è la forte attenzione alla divulgazione del sapere scientifico. L’esempio più attuale è Margherita Hack: l’astrofisica è una disciplina molto complessa, ma lei era in grado di spiegarla con un linguaggio semplice, usando metafore comprensibili a tutti e al tempo stesso mai banali.

Le ragazze sono assetate di questo genere di conoscenza, e il nostro impegno è mostrare loro quanto più possibile storie ed esempi positivi: non per nascondere problemi e pregiudizi, che ancora oggi esistono, ma per affermare e far capire loro che ci sono state e ci sono donne che ce l’hanno fatta. Un forte contributo, di recente, è arrivato dall’enorme visibilità mediatica di Samantha Cristoforetti, ma anche di altri esempi contemporanei come Ilaria Capua, che scoprì la sequenza genetica dell’influenza aviaria ma scelse di non brevettarla, così che il vaccino potesse essere somministrato gratuitamente; e Fabiola Gianotti, che ha contribuito alla scoperta del Bosone di Higgs e che è la prima donna a dirigere il Cern di Ginevra.